COMUNICAZIONE INTERNA.
TI SCRIVO PER RICORDARTI CHE QUALSIASI COSA (TRA PACCHI E LETTERE) TI ARRIVI IN QUESTI GIORNI PER POSTA DI APRIRLA SOLO HA NATALE. 
UN ABBRACCIO DA JIMMY7379
Questo quadro è stato fatto da Ivo e il suo ragazzo, lo hanno fatto insieme con le loro mani…

Uranio impoverito e povertà in Sardegna
Ci aveva colpito l'uso da parte del Governo Statunitense di uranio impoverito, proveniente dagli scarti delle centrali nucleari nord americane. Permettendo con questa politica militare, la contaminazione radioattiva delle zone interessate dalle battaglie e dei propri contingenti che, tornando a casa, si ammalavano sistematicamente di cancro.
Credendo che fossero comunque cose per noi lontane, preoccupati, seguivamo l'evolversi della vicenda senza sentirci direttamente interessati.
Poi succede che iniziano ad arrivare anche qui da noi la paura e l'angoscia. Scopriamo che anche nostri militari sono stati contaminati, per lo più sardi impegnati nella ex-Jugoslavia in zone sottoposte a bombardamenti pesanti, durante i quali venivano usati proiettili muniti di uranio impoverito, simili a quelli usati nel Golfo Persico pochi anni prima. Tutti sapevano, o almeno sospettavano, che quei proiettili potevano avere un' effetto devastante sulla popolazione come sui militari, ma niente è stato fatto per evitarlo. Nessuno ha impedito l'uso di armamenti contaminanti, nessuno ha obbligato o almeno consigliato ai nostri militari e alla gente del posto di usare precauzioni e attenzione nel trafficare in prossimità di residui, grandi o piccoli, di missili o altro materiale bellico.
Così, ragazzi sardi di venti anni, dopo qualche mese passato in missione, un po’ per la patria, molto di più per l’indennità di missione, iniziano a stare male: vomitano, dimagriscono e si indeboliscono. Fanno gli esami del sangue, forse pensando che sia solo un po’ di stress post-missione, ma pochi giorni dopo viene detto loro che quella sarebbe stata l'ultima estate, che non si sarebbero mai sposati, che non avrebbero mai potuto abbracciare il figlio o semplicemente invecchiare come tutti i loro amici.
E' Leucemia: un dramma che diventa tragedia nello scoprire che gli ammalati non sono uno solo o due ma sono tanti, troppi. Per molti compaesani, amici e genitori di soldati sardi ammalati, che non accettano di dover seppellire un figlio, comincia un calvario fatto di diagnosi, di pianti, di urla di rassegnazione e di rabbia.
Più la disoccupazione che lo spirito di patria spinge tanti sardi, così come altri meridionali, ad arruolarsi. L'esercito diventa l'unica strada possibile e praticabile per molti. Essere militare sardo non è soltanto andare in missione, è anche lavorare nelle tante (troppe) basi presenti sull'isola. In Sardegna, come nel resto d' Italia, siamo soggetti a vincoli imposti da trattati segreti, gli stessi che ci obbligano a mandare i nostri militari in Kosovo, in Iraq, in Afghanistan e in qualunque altro posto si abbia interesse economico-militare a metterci le mani.
I contenuti di questi documenti sono conosciuti soltanto dagli alti militari e qualche splendido-splendente funzionario del SISMI. Trattati che, durante la guerra fredda, venivano firmati dal governo italiano ma scritti da altri che, con la scusa di difendere la libertà, ci facevano colonia: disponibilità quasi illimitata del territorio italiano, sottoposizione di vaste aree a servitù militare per costituire basi aeree o dell'esercito, porti per corazzate o appoggio per sommergibili nucleari; imposizione di disponibilità come forza militare e diplomatica pressoché illimitata al piacere e al comodo delle forze alleate.
Immaginando di rileggere quei trattati scritti tra inizi degli anni ‘50 e metà dei ’70, all' interno forse potremmo trovare uno strampalato, ma decisamente azzeccato, resoconto di un qualche funzionario militare della Cia in merito al territorio della Sardegna: ”… L’Italia è una mega portaerei che si affaccia sul mediterraneo, si sporge ad Est e sbircia sul Medio Oriente. All'interno di questa mega portaerei c'è la Sardegna, fa parte della porta aerei ma non ha quel fastidioso problema della gente e delle città: una sorta di ponte libero. Ettari ed ettari non cari, quasi spopolati o comunque abitati da gente, i sardi, tenaci e coriacei ma,
come risaputo, incapaci di costituire movimenti collettivi o iniziative comuni. L'isola è povera e per questo facilmente comprabile con qualche centinaia di posti di lavoro nelle basi militari da offrire come mangime a qualche confacente politico nazionale e regionale...” .
Così, nella terra dei nuraghi sono sorte, come funghi, tante basi: Capo Teulada, Salto di Quirra, Santo Stefano, Decimomannu, Capo Frasca, Tempio, Isola di Tavolara. In tutto un territorio di 22 mila ettari chiusi, nei quali l'accesso è concesso solo ai militari per le loro prove, test, addestramenti e simulazioni. Basi militari che, di fatto, non sono più territori sottoposti alla legislazione dei parlamenti regionali e nemmeno di quelli nazionali, in barba alla sovranità del popolo! Oggi come ieri i militari delle nazioni Nato vengono in Sardegna a provare nuovi armamenti, vengono ad insegnare ai propri uomini come si colpisce un carro nemico da 200 metri di distanza, come si bombarda un ponte da un'altura..
L'isola è, suo malgrado, scuola di guerra. Soldati inglesi e polacchi oggi, prima di partire per l'Iraq, fanno le prove di caccia all'iracheno nelle nostre colline, in mezzo al nostro mirto, sul nostro mare.
E noi zitti nelle coscienze perchè magari ci portano qualche busta paga.
Zitti perchè vengono addestrati i nostri stessi militari sardi. Piangiamo quando la malattia se li sta portando via e Zitti… Zitti… diventiamo orgogliosi all'occasione se li si vede in Tv sul fronte di guerra a rischiare di perdere i loro venti anni nel deserto perché ondate di clientelismo scellerato e incompetenze politiche hanno reso la nostra terra povera.
Chiediamoci quanti milanesi ci sono lì al fronte?!
Sull'isola i militari di decine di paesi provano, nelle nostre campagne o sul nostro mare i proiettili ad alta capacità di perforazione fatti di uranio impoverito che useranno poi in battaglia. Non hanno alcun tipo di vincolo, limite o legge da rispettare. Nessuno può fare domande, nessuno può impedire che facciano i loro giochi di guerra senza curarsi se questi possono compromettere la salute e la vita di tante persone. In questo modo, grazie a questa paradossale anarchia-militare, nascono le "sindromi", come quella conosciuta del "Salto di Quirra". 
C'è una parte della popolazione nel Sud-Est dell' isola che si è ammalata di cancro, niente di nuovo o di particolarmente speciale, se non fosse che questa così detta "parte" è una percentuale della popolazione molto più alta della media nazionale e di quella riconosciuta come "normale"dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Molti dei cittadini ammalati del paese di Quirra sono persone che hanno avuto a che fare con la base, che hanno lavorato all'interno o ci abitano vicino. Uomini, donne, ragazze, ragazzini, bambini che stanno vivendo lo stesso strazio di quei militari che hanno fatto le missioni. Ex-Jugoslavia come il Salto di Quirra, come l'Iraq? Sardi in missione nella propria terra, sardi in missione in terre straniere.
Uomini che combattono guerre che non riconoscono, che non gli appartengono. Chiamati, infine, ad affrontare la guerra di tutte le guerre senza più indennità di missione o senso della patria che li sostenga, ma solo la convinzione che, forse, se fossero nati a Milano...
Aprile 2005 Alberto Sanna
Materiale correlato su BellaSardegna.it l'articolo: ' Presenze Militari '
Ecco poi che fine ha fatto il Fenicotero trovato a Perugia 
(infomazioni allegre a lieto fine )
Roma, 21 Agosto 2007
COMUNICATO STAMPA
Arrivato da Perugia, è stato portato nelle umide Saline della Tuscia, da dove migrerà per l'Africa
ANIMALI: CIRINNA', LIBERATO A TARQUINIA
IL FENICOTTERO SALVATO DALLA LIPU DI ROMA
"Liberato il fenicottero Agostino, arrivato i primi di agosto da Perugia molto debilitato al Centro Lipu di Roma, e da oggi, ormai guarito, tornato in natura, nelle Saline di Tarquinia, da dove migrerà per l'Africa.
Con un'operazione congiunta Ufficio Diritti Animali e Lipu di Roma, il magnifico esemplare è stato liberato dopo il trasporto nell'ambulanza pet soccorso del Comune di Roma, per garantirgli un viaggio più confortevole". E' quanto rende noto Monica Cirinnà, Delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali del Comune di Roma. 
"Data l'altezza del fenicottero Agostino, così chiamato perché arrivato al Centro recupero fauna selvatica della Lipu di Roma ad agosto – precisa Roberta Pinto, Direttore dell'Ufficio Diritti Animali del Campidoglio - abbiamo messo a disposizione l'ambulanza del Comune di Roma per il soccorso degli animali, in sinergia con lo staff della Lipu di Roma".
"Lo abbiamo liberato in una zona per lui ideale – spiegano Francesca Manzìa e Chiara Manghetti del centro Lipu di Roma –
nelle umide Saline di Tarquinia, infatti, c'è un grande gruppo di fenicotteri, che Agostino ha raggiunto dopo aver spiccato il volo. Tutti insieme a settembre migreranno verso l'Africa".
Proprio nelle Saline di Tarquinia nascerà un centro ricerche dell'Università della Tuscia e di un'università di Roma.
Il Centro recupero fauna selvatica della Lipu del Comune di Roma (via Aldrovandi, 2 - angolo via Belle Arti - tel. 06/3201912), è aperto tutti i giorni, dalle 9.30 alle 17.30.
Caro Ivo non vedo l'ora che torni.......... mi manchi un sacco e poi voglio proprio sapere come ti sei trovato e cosa hai fatto ??????
mille baci dal tuo caro amico di Roma
post scritto da Jimmy7379
Arrivato da Perugia, sarà liberato nelle Saline di Tarquinia, da dove migrerà per l’Africa
ANIMALI: CIRINNA’, IL FENICOTTERO AGOSTINO
SALVATO DALLA LIPU DI ROMA
“Ormai è ufficiale: il fenicottero Agostino, così chiamato perché ar
rivato ad agosto, si salverà. Giunto una settimana fa da Perugia, molto debilitato, al Centro Recupero Fauna Selvatica della Lipu di Roma, situato nel cuore del Bioparco, l’animale ormai è fuori pericolo e, non appena sarà in piena forma, sarà liberato nelle Saline di Tarquinia, un habitat per lui ideale”. E’ quanto fa sapere Monica Cirinnà, delegata del Sindaco di Roma ai Diritti degli Animali.
“Si tratta di un bellissimo esemplare adulto, arrivato qui da una settimana, ma solo oggi siamo certi che ce la farà e possiamo già pensare alla sua liberazione – spiegano Francesca Manzìa e Chiara Manghetti del centro Lipu di Roma –. Di solito questi uccelli viaggiano in gruppi verso le zone umide. Agostino, forse perchè ha perso il suo gruppo, è stato trovato a Perugia, molto debilitato, e portato qui da noi. Non aveva mangiato da tanto tempo e all’i
nizio è stato necessario alimentarlo forzatamente. Da oggi, invece, il volatile mangia da solo e sta molto meglio. Appena sarà in forma, lo libereremo nelle Saline di Tarquinia, dove c’è un grande gruppo di fenicotteri che a settembre migrerà verso l’Africa”. “Il centro di recupero della Lipu di Roma, che soprattutto in estate lavora a ritmi serrati – conclude Cirinnà - resterà aperto tutto il mese, anche a Ferragosto: un ospedale efficiente e vitale per tante specie animali della nostra città”.
Il Centro recupero fauna selvatica della Lipu del Comune di Roma (via Aldrovandi, 2 - angolo via Belle Arti - tel. 06/3201912), è aperto tutti i giorni, dalle 9.30 alle 17.30, anche a Ferragosto
Paolo Seganti, gay romano 35enne dichiarato, la notte dell’11 luglio 2005 fu assassinato barbaramente a Roma, nei giardini di Parco delle Valli.
A distanza di due anni il carnefice è ancora a piede libero e nessuna giustizia è stata fatta, almeno fino ad oggi, giorno in cui il Comune di Roma ha deciso di dedicargli una piazza proprio in quei giardini che l’estate di due anni fa l’hanno visto morire.
L’inaugurazione dello spazio, denominato “Largo Paolo Seganti”, è avvenuta oggi a mezzogiorno, alla presenza del Sindaco di Roma Walter Veltroni e dell’onorevole Paolo Grillini.
A celebrare il momento una targa apposta dallo stesso Veltroni “In Ricordo di Paolo Seganti - Amico del Parco - e di tutte le Vittime dell’Omofobia”. E che Paolo sia stato una vittima sell’omofobia è chiaro a tutti, nonostante il fatto che il suo (o i suoi) assassino non sia mai stato catturato. A dimostrarlo le oltre venti coltellate inflitte, con forza truce e senza alcuna esitazione, ai glutei e ai genitali del ragazzo.
PAOLO SEGANTI SEI NEL MIO CUORE ANCHE SE NON TI HO MAI CONOSCIUTO. TI MANDO UN SALUTO.
PS. HAI UNA MAMMA FANTASTICA (LO VISTA) .
La domanda di oggi è questa: voi siete più formichine o cicale???
Le formiche lavorano tutta l’estate per fare le provviste per l’inverno, mentre la cicala d’estate pensa solo a cantare sotto gli alberi chiedendosi cosa spinge la formica a lavorare cosi tanto, prendendo anche in giro la povera lavoratrice…, ma poi d’inverno la formica si “riposa” senza patire la fame mentre la cicala soffre la fame.
La domanda fatta a tutti è questa: voi con i vostri soldi siete più formiche o cicale???
Io devo dire che sono più formichina penso sempre a mettere qualche soldo da parte, specie quando ero interinale pensavo a mettere il più possibile i soldi da parte perché pensavo che prima o poi mi avrebbero cacciato e mi sarei trovato senza lavoro, e quindi pensavo che un po’ di soldi da parte mi avrebbero aiutato a trovarmi un altro lavoro e a fare qualche corso per aggiungere qualcos’altro da mettere sul curriculum. Devo dire che io ho la possibilità di mettere qualche soldo al pizzo perché vivo ancora con i miei, c’è anche da dire che questa cosa del mettere i soldi sotto il mattone me l’ha trasmessa un po’ mia nonna.

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